Sopravviveremo

Posted in Making Magic on 29 Settembre 2014

By Mark Rosewater

Working in R&D since '95, Mark became Magic head designer in '03. His hobbies: spending time with family, writing about Magic in all mediums, and creating short bios.

Benvenuti nella settimana dedicata agli Abzan! Questa settimana vi parlerò della terna di colori nemici Bianco-Nero-Verde. Per questa terna e per le successive quattro settimane dedicate ai clan (che si alterneranno agli altri articoli dei prossimi mesi), analizzeremo insieme i colori e il modo in cui interagiscono tra loro. Date un'occhiata alla mia pagina sulla struttura dei colori, nella quale potete trovare i miei articoli sulle filosofie dei singoli colori, due serie di articoli sulle coppie di colori e il ciclo di articoli sui frammenti. Sono inoltre presenti alcuni articoli relativi alla struttura dei colori.

In passato abbiamo analizzato i colori da diverse angolazioni, con addirittura una serie di articoli in cui li ho intervistati singolarmente. Per queste settimane dedicate alle terne di colori nemici, ho voluto scoprire come i colori interagiscono tra loro; inviterò i tre colori del giorno a sedersi allo stesso tavolo e li intervisterò tutti insieme. Il mio obiettivo è di porre loro alcune domande e poi lasciare che continuino la conversazione da soli.

Mi auguro che questo approccio vi sembri divertente, quindi partiamo subito:

Ciao a tutti. Vorrei iniziare con una presentazione da parte di ognuno di voi. Seguiamo l'ordine in cui apparite nei costi di mana delle carte Abzan.

Ciao a tutti, io sono il Bianco. Sono il colore centrale della terna di colori nemici Abzan. La mia esistenza si basa sull'ottenimento della pace attraverso una struttura ben definita.

Io sono il Nero. In questa terna sono il colore associato ai suoi due colori nemici, quindi ci sarà da divertirsi. La mia esistenza si basa sull'ottenimento del potere attraverso lo sfruttamento delle opportunità.

E io sono il Verde. La mia esistenza si basa sull'accettazione della realtà attraverso la saggezza. Non vi preoccupate, sono in pochi a capirne veramente il significato. Ve lo spiegherò tra poco.

Passiamo ora a ciò che questa terna di colori nemici rappresenta. Qual è la vostra idea di resistenza?

Alcuni la chiamano resistenza. Io la chiamo sopravvivenza. Qual è l'obiettivo primario di ognuno? Non farsi uccidere.

Penso che sia meglio andare in base all'ordine stabilito.

In base all'ordine stabilito da chi? Ha detto di presentarsi in ordine. Io l'ho fatto. Non ha mai detto quale ordine seguire per il resto dell'intervista. Infatti, se leggi con attenzione la sua presentazione, ha detto chiaramente che avrebbe "lasciato che continuassimo la conversazione da soli". Ed è ciò che stiamo facendo.

Tutta questa intervista sarebbe molto più ordinata se seguissimo una struttura precisa.

Non mi interessa che sia ordinata. Se davvero vi mette a disagio che io parli "al momento sbagliato", questo per me è un aspetto positivo.

Non c'è alcun motivo per comportarsi in maniera maleducata. Dopo tutto dobbiamo collaborare come terna.

Io faccio parte di questa terna di colori nemici per motivi miei e non devo rendere conto a nessuno di voi. Io sono qui per sopravvivere. Mi sono alleato a voi perché siete i migliori tra gli altri colori in questo campo. Nulla di più.

Sabbie Verdeggianti | Illustrazione di Sam Burley

Lo considero come un complimento. Grazie.

Non è un complimento. Voglio dire, letteralmente lo è, ma non è il significato che gli voglio dare. Sentite, questa terna è orientata alla sopravvivenza a inizio partita e al dominio a partita avanzata. Questa è una strategia che posso supportare.

Noi due abbiamo avuto le nostre differenze, ma almeno riesci a comprendere l'importanza di una pianificazione a lungo termine. Il rosso mi fa diventare matto.

Penso che tu riesca anche a comprendere l'importanza del sacrificio. Hai questa sciocca tendenza al sacrificio di se stessi, ma almeno riesci a capire che, a volte, per vincere l'intera sfida bisogna concedere un po' di terreno all'inizio.

Tutto è collegato. Il microscopico seme e la mastodontica quercia sono due elementi alle estremità dello stesso spettro.

Non riesco mai a capire cosa tu voglia dire.

Non ci sono un inizio partita e una partita avanzata. C'è solo una singola partita che evolve costantemente.

Le tue chiacchiere non rendono il concetto più comprensibile.

Penso che il Verde stia cercando di dire che un aspetto della sopravvivenza è comprendere a ogni livello quale sia l'obiettivo finale. I soldati mettono in gioco le loro vite perché comprendono il beneficio per l'intero esercito.

Stranamente siamo d'accordo, tranne che sulla parte in cui dici che i soldati sono consci della morte imminente. I piani procedono molto più lisci se chi deve essere sacrificato non lo scopre. I cambiamenti rispetto al piano iniziale non sono un bene per loro.

Sacerdote Guerriero Abzan | Illustrazione di Chris Rahn

Il motivo è che non si condivide mai l'obiettivo finale con i propri sottoposti. Forse, se si riuscisse a coinvolgerli nelle proprie attività, potrebbero riuscire a collaborare come una vera squadra. Aspetta, hai ragione, a te non interessa nulla di loro. Per te sono solo pedine.

Smettila di atteggiarti. Anche tu hai le tue pedine. Semplicemente, tu passi un sacco di tempo e dedichi grandi energie per convincerli che hanno avuto loro il desiderio di sacrificare se stessi. Riconosciamo i meriti, hai la mia stima. Io faccio molta fatica a spingere le mie pedine a marciare verso la loro morte, quindi ti faccio i miei complimenti.

Io la vorrei vedere in maniera un po' diversa. La crescita porta al potere. Se siamo in grado di sopravvivere e crescere, diventeremo più potenti.

Ciò che non uccide rafforza?

Ciò che sopravvive diventa più forte.

Dièci, diéci, è la stessa cosa.

Penso che il punto di contatto tra noi tre, anche se ognuno con le proprie idee, sia la consapevolezza della necessità di sopravvivere. Costruire un futuro ha un prezzo e tutti e tre siamo disposti a pagarlo, anche se qualcuno ovviamente a denti più stretti.

Ancora? Sempre con questo ciclo di vita e di morte. Non capisco perché utilizzare la morte non faccia parte dell'"ordine naturale". Un ghepardo attacca e uccide una gazzella per nutrirsi; questo è "naturale". Una persona uccide un'altra persona per sottrarle cibo per non morire di fame e questo è "innaturale". Il tuo discorso è incoerente.

Se non riesci a cogliere la differenza tra la caccia e un omicidio a sangue freddo, non ho modo di convincerti. La morte è un processo naturale. Il problema è quando la utilizzi come arma per distorcere il ciclo naturale delle cose.

Perché non parliamo un po' delle meccaniche che voi tre avete a disposizione per sviluppare la vostra strategia?

Allora, noi tre tendiamo ad avere il valore combinato di costituzione più elevato. Io e il Nero perché abbiamo più carte con un elevato rapporto costituzione/forza e il Verde perché ha semplicemente le creature più grandi, che quindi hanno alti valori di costituzione.

Bastioni Abbaglianti | Illustrazione di Jung Park

Io e il Bianco siamo i due colori con cautela, una meccanica definita da parola chiave che si trova sulle creature difensive. Io e il Nero abbiamo invece rigenerare, che può essere un'abilità difensiva, sebbene il Nero la usi spesso in maniera più offensiva.

Io, il Verde e il Bianco siamo i colori che hanno le maggiori capacità di riportare in vita ciò che è finito nel cimitero, rimandandolo in mano o rimettendolo sul campo di battaglia.

Siamo anche i tre colori con le maggiori capacità di guadagnare punti vita. Io e il Verde riusciamo a farlo anche senza arrecare danno ad altri.

Io e il Bianco abbiamo valide rimozioni per le creature. Il Verde ha effetti per lottare, ma per il resto è abbastanza scadente.

Permettetemi di rispondere così: io posso bloccare con le creature più grandi.

Le creature che io ho appena ucciso con le mie rimozioni?

L'altro aspetto simile è che ognuno di noi ha uno stile che ci permette di bloccare il gioco e impedire all'avversario di ucciderci. I modi che utilizziamo per raggiungere questo obiettivo sono diversi. Io gioco di anticipo e sfrutto carte che impediscono all'avversario di mettere in pratica le sue strategie di vittoria. Definisco regole e creo sistemi di difesa che rendono molto difficile sconfiggermi.

Il mio approccio è più diretto: uccido ogni minaccia. Quelle che non riesco a uccidere sul campo di battaglia le rimuovo ancor prima che vengano lanciate. L'aspetto chiave è focalizzare tutte le mie energie sulla rimozione delle minacce, attendendo il momento giusto per il mio attacco.

La mia strategia è di sviluppare il mana più velocemente dei miei avversari, mettendo in gioco le mie minacce più rapidamente. Una crescita più rapida dei miei avversari mi permette di sopraffarli lentamente.

È strano trovarsi in una terna in cui uno di voi è nemico degli altri due?

Anche i frammenti avevano in parte questa caratteristica. Io e il Nero eravamo nel frammento di Esper insieme, mentre il Nero e il Verde si trovavano nel frammento di Jund. L'unica differenza è che esisteva un frammento nel quale ognuno di noi non doveva preoccuparsi di nessuno dei suoi nemici. Nelle terne di colori nemici non c'è questa tranquillità.

Sono giunto in un luogo in cui ho compreso che siamo definiti da coloro che si trovano di fianco a noi, quindi la nostra esistenza deriva dal fatto che esistono anche i nostri nemici. Il Nero non è di mio gradimento ma, almeno nello schema generale delle cose, comprendo il motivo della sua esistenza.

D'accordo, vi do io la vera risposta. Sì, fa schifo. Soprattutto per me. Non ho alleati in questa terna di colori nemici. Nessuno. Avete idea di quanto sia fastidioso dover ascoltare questi due che blaterano? "Non è fantastico il nostro gruppo? Non è splendido che prendiamo delle decisioni pessime per aiutare i più deboli invece di preferire i più forti?"

Le scelte migliori per il gruppo sono quelle che mettono in risalto i nostri punti di forza. Insieme siamo più forti della semplice somma di ognuno di noi.

Voi coccolate i deboli. Ma che punto di forza è mai?

Il gruppo è più potente del singolo. Questo concetto non lo capirai mai perché richiede una vera dose di altruismo, dote che non potrai mai possedere.

Costituire un gruppo non richiede per forza uguaglianza. Io faccio parte di un gruppo. Gli altri lavorano per me. Se è necessario un sacrificio, ho l'autorità di decidere chi ci lascerà.

Spazzadune | Illustrazione di Ryan Alexander Lee

Il Nero non può comprendere l'importanza della simbiosi, l'idea che la collaborazione doni forza.

Lasciatemi respirare! Ma tu non credi nella legge del più forte? Il corso della natura si basa sulla legge del più forte. Adoro come ti piaccia parlare della rete della vita e sorvolare sull'intera struttura del regno animale. Se una creatura è in grado di mangiarne un'altra, lo farà. Non esiste uguaglianza. Esiste solo il cibo.

Tutto ciò che sei in grado di vedere è la dinamica predatore/preda. Possiamo trovare una miriade di esempi di animali che vivono in armonia. Esistono anche coloro che interagiscono in maniera costruttiva tra loro, svolgendo un ruolo necessario.

Quindi cosa rende valido questo rapporto nella terna Abzan?

Quando riusciamo a mettere da parte le nostre controversie personali, i nostri punti di forza si completano l'un l'altro con grande efficacia. Io fornisco le difese preventive, il Nero le difese dinamiche e il Verde la crescita e la velocità per lo sviluppo del mana.

Le altre terne di colori nemici sono più concentrate sulla creazione delle minacce. Il nostro approccio è "la difesa è il migliore attacco". Se riusciamo a proteggerci e al tempo stesso a neutralizzare le minacce dell'avversario, possiamo sfruttare i suoi punti deboli.

Roccaforte delle Steppe Sabbiose | Illustrazione di Sam Burley

In aggiunta, abbiamo a nostra disposizione anche le risorse della crescita. Dopo aver assunto un atteggiamento difensivo a inizio e a metà partita, abbiamo l'occasione di mettere in campo gigantesche minacce a partita avanzata. Di solito devo utilizzare le mie risorse per difendermi ma, dato che il Bianco e il Nero hanno strumenti difensivi, posso concentrare la mia attenzione sulla preparazione di minacce a partita avanzata più rapidamente dei nostri avversari.

Il nostro obiettivo è essenzialmente fiaccare i nostri avversari nei loro vani tentativi di ucciderci. Una volta che hanno esaurito le loro energie, farli fuori è un gioco da ragazzi.

Penso che la chiave della nostra strategia sia la capacità di accettare di non creare immediatamente minacce, in cambio di risposte.

Come diceva Dave Price, un famoso ex Pro Player, "Esistono risposte sbagliate, ma non ci sono mai minacce sbagliate".

Era forse un Mardu?

Ci sono tante minacce sbagliate. A me capita ogni volta. Ho una rimozione in mano, il mio avversario gioca una creatura con anti-malocchio o in grado di rigenerare o con protezione dal nero. Questa è infatti una delle strategie di base che utilizziamo: non produciamo molte minacce perché non vogliamo dare ai nostri avversari la possibilità di utilizzare le loro risposte. La vera gioia giunge nel momento in cui puoi vedere il panico negli occhi degli avversari quando scoprono che le loro carte sono tutte inutili.

Il Nero è il solito Nero egoista, ma c'è una parte di verità. La strategia Abzan è molto semplice: ci copriamo le spalle e ci prepariamo a qualsiasi attacco da parte dei nostri avversari. Una volta terminate le loro risorse (e solo in quel momento), scendiamo in campo e vinciamo la partita. La forza della natura è la capacità di sopravvivere in qualsiasi condizione.

Questo è il modo in cui la vedo io: se non perdi, i tuoi avversari non possono vincere. Tutti gli altri clan si concentrano su come vincere, mentre noi partiamo dal non perdere. La chiave è destinare tutte le risorse alla difesa.

All'inizio ognuno di voi ha parlato di un obiettivo finale e dei vostri modi per raggiungerlo. Possiamo approfondire questo argomento?
D'accordo. Il mio obiettivo è ottenere il potere attraverso lo sfruttamento delle opportunità. Questa è la mia visione: io credo nella meritocrazia. Ritengo che ogni persona debba avere la possibilità di raggiungere il successo. Chi sarà in grado di utilizzare al meglio questa possibilità potrà prosperare, mentre chi non sarà in grado perirà. Non vedo nulla di più corretto del successo dei meritevoli e del fallimento dei deboli.

Tu uccidi le persone. Le tue stesse persone. Di continuo. Come può questo comportamento rientrare nel desiderio di dare la possibilità di successo a tutti?

Non vedi il disegno generale delle cose. Chiunque lo desideri, ha la possibilità di lavorare per me. Non respingo nessuno. Chi si dimostra utile fa strada nella mia organizzazione. Chi si dimostra inutile viene utilizzato in qualche altro modo. Tu stimola le tue persone come preferisci e lascia a me la scelta su come stimolare le mie.

Tutto viene analizzato attraverso la lente del vantaggio che ti possono portare.

No, ognuno ha la responsabilità di avere cura di sé. Una parte di ciò è comprendere chi comanda. Se sei in grado di assumere il potere, che sia tuo. Se non sei in grado, devi portare rispetto a chi lo detiene. Il mio sistema è molto semplice.

Tranne che per le persone deboli.

I deboli? Perché mai dovrei ricompensare le debolezze? Comprendo che il tuo metodo sia sempre di ricompensare l'esistenza, ma la mia soglia è un po' più alta. Vuoi ottenere qualcosa dalla vita? Datti da fare. Guadagnatela. Distribuire beni e ricchezze non dà alcuno stimolo a migliorare. "Agisci o muori" è molto più stimolante di "fai ciò che vuoi, tanto otterrai sempre lo stesso".

Capisci che al mondo ci sono abbastanza risorse da permettere a tutti di vivere comodamente? Tutti sono in grado di nutrirsi e di vivere in salute e in sicurezza. Per ottenere questo risultato è però necessario che le persone non prendano più di ciò di cui hanno bisogno. Il tuo metodo spinge pochi ad arricchirsi a costo del benessere di tutti gli altri.

Il tuo metodo invece danneggia chi ha l'iniziativa di darsi da fare per migliorare la propria vita. Tu vai contro chi merita. Tu vai contro il progresso. Tu vai contro gli stimoli. Perché mai le singole persone dovrebbero lottare per migliorare il mondo se non c'è alcuna ricompensa?

Ci sono ricompense. Sono ricompense per la società nel suo insieme invece che per il singolo individuo.

Dovrei quindi darmi da fare affinché gli altri ne approfittino?

Esatto!

Esatto?! Il solo fatto che tu risponda "esatto" è sbalorditivo. Sfortunatamente prevedibile, ma comunque sbalorditivo. Verde? So che credi nella legge del più forte. È lo stesso mio approccio. Dammi una mano a convincerlo.

Credo nella legge del più forte, ma ora stai deformando il significato. Un leone uccide una gazzella per nutrirsi, ma uccide solo ciò di cui lui e il suo orgoglio necessitano. Non uccide tutte le gazzelle che vede solo perché può farlo. Pensaci bene, se il leone uccidesse tutte le gazzelle, come andrebbe a finire? In breve tempo non ci sarebbero più gazzelle da mangiare. La legge del più forte si basa sul compiere le azioni necessarie per sopravvivere, non sul deformare l'intero sistema per il proprio egoismo.

Segreto dei Rakshasa | Illustrazione di Magali Villeneuve

Il leone è il re della foresta perché può ricoprire questo ruolo. Si guadagna questo diritto.

No, il leone è il re della foresta perché è nato per quel ruolo. Nessuna gazzella, per quanta iniziativa possa avere e per quanti meriti possa ottenere, riuscirà mai a prendere il posto del leone. La speranza della gazzella è sempre di non essere mangiata dal leone, mai di riuscire a mangiare il leone. Il tuo approccio è sbagliato proprio per questo. Dà per scontato che, se si presentasse l'occasione, la gazzella potrebbe ricoprire qualsiasi ruolo e non solo quello per cui è nata.

Il Blu ha compreso questo concetto. Non siamo legati a un singolo ruolo. Possiamo plasmare la nostra esistenza.

Ciò che possiedi è la capacità di illuderti e di credere di non far parte di un ecosistema prestabilito.

Vorrei permettere al Bianco di spiegare la sua filosofia. Verde, poi sarà il tuo turno.

Il mio obiettivo finale è il raggiungimento della pace attraverso la creazione di una struttura. Questa è la mia visione: credo che possiamo vivere in un mondo in cui ognuno può ottenere ciò di cui ha bisogno. Nessuno dovrebbe mai subire fame, sofferenze o paura. Abbiamo le risorse per permettere a tutti di vivere in pace e in armonia. Questo è però il problema: esistono persone come il Nero che si interessano solo a se stesse, a danno degli altri, che impediscono la realizzazione del mio progetto utopico.

Utopico? Ho sentito raramente chiamare utopico l'approccio meritocratico.

Tutti potrebbero vivere in pace. Abbiamo le risorse necessarie. Ciò che ci impedisce il raggiungimento dell'obiettivo siamo noi stessi. Per questo motivo la struttura è importante. Le persone necessitano di una bussola morale, una serie di principi etici che definiscano ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Le persone vengono facilmente portate sulla cattiva strada, quindi risulta fondamentale una moralità, un codice etico chiaro e ben definito. Inoltre, dato che le persone possono essere deboli, è fondamentale anche un insieme di leggi. Leggi che spieghino ciò che non è accettabile. Il Nero ha ragione nel dire che le persone hanno bisogno di stimoli. Il potere del gruppo, dell'unione e dell'amore fornisce gli stimoli positivi. Una legge che prevede pene fornisce gli stimoli negativi. Ogni azione porta a una conseguenza.

Messaggera di Anafenza | Illustrazione di Aaron Miller

A quanta libertà bisogna però rinunciare?

Libertà? Ora parli proprio come il Rosso.

Il tuo progetto utopico sembra proprio magnifico... finché non valuti il prezzo da pagare. Le persone non prendono decisioni nel tuo mondo.

Certo che le prendono. Insieme.

D'accordo. I singoli individui non prendono decisioni. Se ciò che desideri non corrisponde al volere della maggioranza, sei fregato.

Se ciò che desideri è negativo per il gruppo, non è un bene che tu lo desideri.

Chi può mai decidere se è negativo per il gruppo? Magari il gruppo non ci ha riflettuto abbastanza. Magari si tratta di una scelta che porta beneficio al singolo individuo pur non essendo di interesse per l'intero gruppo. Noi prosperiamo come società proprio perché ogni singolo individuo ha la capacità di muoversi nella direzione che lo stimola di più. Magari l'idea di quel singolo individuo potrebbe portare a un risultato positivo per l'intero gruppo. Nel tuo mondo non potremmo mai saperlo, perché il gruppo non permetterebbe questa possibilità, perché il gruppo non capisce le potenzialità.

Potrei essere più favorevole alle tue idee sui diritti del singolo individuo se non fossi conscio del fatto che sono in realtà un modo per stimolare l'egoismo.

L'egoismo non è negativo di per sé. Avere una scala di priorità delle proprie necessità e desideri è giusto. Nessun altro se ne interessa. Ciò che mi convince che le persone debbano avere cura di sé è il fatto che sono proprio loro le più stimolate a farlo. Nel mio sistema, tutti hanno qualcuno che si impegna per il loro benessere: loro stessi.

E così dimenticare tutti gli altri?

No, ognuno ha cura di se stesso e può anche aiutare gli altri. Semplicemente non a discapito di sé. Nessuno dovrebbe essere obbligato a compiere azioni a proprio svantaggio solo per fare del bene agli altri. Qualcuno vuole farlo spontaneamente? Ben venga. Penso che sia un gesto sciocco, ma le persone hanno il diritto di sbagliare come vogliono. Il mio concetto è che non deve essere un comportamento obbligatorio.

Verde, a te la parola.
Grazie. Il mio obiettivo finale è l'accettazione e il mio metodo si basa sull'armonia. Tutti gli altri colori ritengono che sia necessario modificare il mondo per renderlo migliore. Io invece credo che il mondo intorno a noi sia già quello di cui abbiamo bisogno. Invece di cercare di modificarlo, dobbiamo accettarlo così com'è. Cercare di modificare il mondo è inutile, quindi perché non accettare ciò che abbiamo a disposizione?

Modificare il mondo è inutile? Continui a ricordarmi che mi sto appropriando dell'ordine naturale. Se è così difficile modificare ciò che ci circonda, perché dovrebbe interessarti ciò che faccio io?

Posso per favore terminare di spiegare la mia filosofia senza che tu mi interrompa?

È sempre la solita vecchia storia. Ogni volta che faccio ciò che voglio, in qualche modo non corrisponde alla tua visione del mondo e io sono quello che scombina i piani.

In questo momento stai esattamente scombinando il mio piano di spiegare la mia idea.

D'accordo. Continua a spiegare la tua fantastica visione del mondo.

Il mondo possiede già un ordine e una struttura. Invece di cercare di cambiarlo, la mia idea è di cercare di comprenderlo. L'armonia è il processo di fusione con un'entità per poterla comprendere, non a livello intellettuale, bensì a livello spirituale. Per comprendere la terra, bisogna diventare un tutt'uno con essa.

Cercare l’Orizzonte | Illustrazione di Min Yum

Sua signoria mi può avvisare quando ho il permesso di aggiungere un mio umile commento? Prego, si prenda i suoi tempi. Nel frattempo, prendo appunti per quando lei sarà pronto ad ascoltare.

Ovviamente sminuisci le mie idee. Non ti fermi mai a riflettere e comprendere i punti di vista diversi dal tuo.

Va bene, cercherò di comportarmi al meglio. Permettimi solo una domanda: se i singoli individui possono compiere azioni che influenzano la natura, perché non lo consideri parte della natura stessa? Mi spiego meglio: siamo tutte creazioni della terra. In che modo le mie azioni sono diverse rispetto a quelle di un orso?

L'orso non cerca di sovvertire l'ordine naturale. L'orso accetta e svolge il suo ruolo.

Cosa succederebbe se l'orso decidesse diversamente? Se l'orso impazzisse e iniziasse a uccidere tutto ciò che gli passa davanti? Non sarebbe comunque parte della natura?

Cosa vuoi dire con questo?

Ciò che voglio dire è che ti impegni tanto a far notare ciò che è naturale e ciò che non lo è. E se fosse tutto naturale? E se il mondo evolvesse in maniera naturale in ciò in cui lo vogliamo trasformare noi? Se io abbattessi un albero, ci sarebbe un albero in meno nel mondo.

E per quell'albero in meno ci sarebbero delle conseguenze. Questo è il tuo problema; non ti curi delle conseguenze. Hai un atteggiamento che ti permette di fare ciò che vuoi, ignorando ciò che viene generato dalle tue azioni. Le persone come te sono la causa dell'inquinamento.

E della criminalità.

Sembra che tu ritenga che una persona non abbia alcuna responsabilità sugli esiti delle proprie azioni. Il mondo è la nostra risorsa di maggior valore e noi abbiamo la responsabilità di preservarlo. Un aspetto dell'accettazione è la comprensione del ruolo che dobbiamo svolgere.

Abbiamo parlato a lungo dei conflitti che ognuno di voi ha con il Nero. Bianco e Verde, esistono conflitti tra voi due?
Non penso che ci siano dei veri conflitti tra me e il Verde; al massimo abbiamo due visioni del mondo leggermente diverse. Entrambi aborriamo l'egoismo e il relativo effetto sul mondo. Probabilmente io sono più orientato verso gli effetti sulla società, mentre il Verde sugli effetti sull'ambiente. Entrambi diamo maggior valore alle necessità del gruppo rispetto a quelle del singolo individuo, ma abbiamo una diversa idea di queste necessità. Entrambi riteniamo che ci siano delle verità assolute, ma abbiamo una diversa idea di queste verità. Io credo in una morale, mentre il Verde crede in un collegamento naturale globale. Una rete di vita, per dirla in maniera tangibile. Verde, mi sono dimenticato qualcosa?

Penso che la nostra principale differenza sia data dal conflitto tra i nostri altri due alleati. Il mio secondo alleato è il Rosso, mentre il secondo alleato del Bianco è il Blu. Io vedo il legame tra tutti gli esseri viventi come un concetto implicito, un fatto naturale e istintivo. Noi siamo ciò che siamo per ciò che abbiamo dentro di noi. Non siamo in grado di descriverlo a parole. Credo che il Bianco tenda invece a un'idea di miglioramento attraverso processi mentali ben definiti. Per lui, ciò che mantiene collegate le persone è qualcosa che tutti comprendono e condividono. Abbiamo quindi desideri simili, ma i modi per raggiungerli sono molto diversi.

Il tempo a nostra disposizione è quasi terminato e ho un'ultima domanda. Voi collaborate sotto lo stendardo Abzan. Volete esprimere il vostro ultimo invito ai giocatori a unirsi al vostro clan? Seguiamo lo stesso ordine della presentazione iniziale.
Diventare maestri dell'attacco è tecnica. Diventare maestri della difesa è arte.

Un nemico è più vulnerabile quando ha fallito nel tentativo di ucciderti.

Un semplice filo d'erba sopravvive alla tempesta più di una mastodontica quercia.

Grazie a tutti e tre per essere stati nostri ospiti oggi. Le vostre parole ci hanno illuminato.

Rinoceronte da Assedio | Illustrazione di Volkan Baga

Mi auguro che questa conversazione sia stata interessante anche per voi. Come sempre, sono molto interessato alle vostre opinioni; potete mandarmi una mail o contattarmi attraverso uno dei miei social media (Twitter, Tumblr, Google+, Instagram).

Ci rivediamo la prossima settimana, nella quale vi parlerò di un concetto di progettazione mai trattato prima.

Nel frattempo, che l'articolo di oggi possa stimolare le vostre conversazioni.


"Drive to Work #160—2003"

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