Teferi: Behind the Magic

Posted in Card Preview on 12 Giugno 2020

By Magic Creative Team

Maestro. Studente. Viaggiatore. Padre. Mago del tempo. Planeswalker. Dalle lezioni dall’Accademia di Tolaria al salvataggio del Multiverso insieme agli altri Guardiani, Teferi ha vissuto una lunga e affascinante vita, in un arco di ben 1200 anni. Con un pizzico della nostra magia temporale, siamo riusciti a realizzare alcune interviste con i personaggi chiave di tutta la leggendaria storia di Teferi. Che cosa rende Teferi . . . Teferi? Scopriamolo insieme. Questo è Behind the Magic.

L’ACCADEMIA DI TOLARIA

Definire Teferi un ragazzo di talento sarebbe come definire Karn un ottimo fermacarte. Il potenziale della sua magia era così straordinario da essere selezionato per una delle prime classi dell’Accademia di Tolaria. Fondata dal Planeswalker Urza e dal maestro Barrin, l’Accademia fu creata con lo scopo di forgiare una generazione di maghi di prestigio, in grado di affrontare l’incombente minaccia di Phyrexia. Ciò che serviva erano studenti potenti e disciplinati. Proprio qualcosa di diverso da ciò che trovarono in Teferi.

Abbiamo incontrato Barrin, uno dei fondatori dell’Accademia di Tolaria.

BEHIND THE MAGIC: È un piacere averla qui con noi.

BARRIN: Va bene, va bene. Di che cosa volevate parlare? Oggi sono impegnato. A dir la verità, sono impegnato tutti i giorni.

BTM: Abbiamo alcune domande da porle riguardo a uno dei suoi studenti, Teferi.

BARRIN: Volete dire il mio ex-studente Teferi?

Barrin si strofina le tempie.

BARRIN: Molto bene. Chiedete, ma facciamo in fretta.

BTM: Che tipo di studente era Teferi?

BARRIN: Un ragazzo sveglio. Una specie di burlone. Arrogante, ma con quella genialità che gli permetteva di esserlo. Un vero genio. Non ho più visto un tale talento in nessun altro e . . . credo che, ma non ditegli che lo penso, un giorno potrebbe addirittura superare Urza. Sapevate che nella prima settimana ha creato una magia che nessuno dei maestri aveva mai visto prima?

BTM: Teferi ha fatto questo? Se era così geniale, perché è un ex-studente?

BARRIN: Un fatto è creare una nuova magia. Un altro è utilizzarla per infilare migliaia di uova di moscerini nell’ufficio del tuo maestro e farle schiudere tutte nello stesso momento. Quella fu ovviamente un’altra rivelazione del suo talento, quindi, nonostante le mie idee di lui, non posso che tesserne le lodi. I metodi tradizionali di educazione non sono adatti a tutti. Da se stesso potrà imparare più di quanto qualsiasi professore possa insegnargli.

BTM: Vuol dire che è stato espulso?

BARRIN: Senza scendere nei dettagli, dopo anni di situazioni altrettanto fastidiose, Teferi è entrato nell’ufficio di Urza e ne è uscito come persona indipendente. Che abbia deciso di abbandonare o che sia stato espulso non è argomento di vostra competenza e io non posso che augurare il meglio al mio più fastidioso e preferito apprendista.

BTM: Le siamo grati per il tempo che ci ha dedicato.

BARRIN: Sì, è tempo prezioso.

Sebbene avesse lasciato l’Accademia, Teferi ha appreso (anche da solo) a sufficienza per diventare un potente mago temporale. Una volta ritornato nella sua terra natale di Zhalfir, su Jamuraa, è rapidamente diventato un mago reale della corte di Zhalfir. Con il crescere del suo potere e della sua influenza, ha iniziato a condurre rischiosi esperimenti relativi alla magia temporale e alle sparizioni... finché uno non sfuggì al suo controllo. Invece di causare un disastro, avvenne qualcosa di speciale. Avvenne qualcosa dentro di lui. La sua scintilla si accese. Teferi divenne un Planeswalker.

LA GUERRA DI MIRAGE

Illustrazione di: Ethan Fleischer

Teferi era euforico per il suo nuovo potere acquisito. Era riuscito a portare i suoi esperimenti a un livello ancora superiore, per compiere qualsiasi azione fosse necessaria per sconfiggere le armate di Phyrexia. Aveva lasciato la sua posizione come mago di corte e si era ritirato su un’isola nascosta per poter continuare indisturbato le sue ricerche. Le sue ricerche avevano davvero avuto inizio. Grazie ai suoi poteri magici ancor più intensi, Teferi aveva ottenuto risultati sempre più sorprendenti, scoprendo gli aspetti più reconditi della magia temporale. Un giorno, lui e ogni altro essere vivente sull’isola sono scomparsi nel nulla.

Questo è stato l’evento che ha provocato una delle più lunghe e sanguinose guerre della storia di Jamuraa. L’essenza della magia di Teferi aveva attirato tre potenti personaggi: Mangara di Corondor, Kaervek delle Isole Ardenti e Jolrael della Giungla Mwonvuli. Abbiamo chiesto a Mangara di raccontarci ciò che è successo dopo.

Mangara, il Diplomatico | Illustrazione di: Howard Lyon

BEHIND THE MAGIC: Grazie per essere qui con noi, Mangara.

MANGARA: Grazie a voi, per me è un grande onore. Gradite una tazza di tè?

BTM: Oh, questo è il nostro ufficio, non so... ah, è appena apparsa una tazza di tè. Per me no, grazie, ma . . . credo che il nostro tecnico audio ne voglia un po’. Prego, Jeff. Devo dire che il titolo di Diplomatico è proprio azzeccato.

MANGARA: Per questo? Figuratevi, per così poco, è una semplice magia di ospitalità. Di che cosa gradireste parlare?

BTM: Che cosa è successo quel giorno sull’isola di Teferi?

MANGARA: Oh, certo. Stavo sorseggiando una tazza di tè, proprio come adesso, e provai una sensazione davvero particolare. Una magia di imponente intensità sembrava evocarmi. Appena ebbi terminato la mia bevanda, mi misi in viaggio verso la fonte di questa sensazione. Quando giunsi sull’isola, la trovai completamente desolata. Nessun albero, niente erba, neanche un insetto. Era totalmente priva di vita. Insieme a me, arrivarono altri due potenti maghi. Una era Jolrael, imperatrice delle bestie, una donna che aveva vissuto in solitudine nella giungla e che aveva come residenza un palazzo che lei stessa aveva costruito e in cui dimoravano solo servitori non umani a tenerle compagnia. L’altro era Kaervek, un uomo dalle ambizioni oscure e dagli alleati in Urborg sufficientemente potenti da coltivarle. Rimanemmo notevolmente perplessi da ciò che era avvenuto in quel luogo. Nessuno di noi aveva mai incontrato Teferi, quindi non eravamo a conoscenza dei suoi esperimenti. Ci accordammo sul rimanere nella vicina Jamuraa e indagare insieme quella misteriosa isola. Avremmo potuto collaborare così bene insieme.

BTM: Se capisco bene, Jamuraa non era il luogo che offriva le condizioni di lavoro ideali per voi.

MANGARA: Vero, non offriva tutte le comodità. Cercavo di concentrarmi per sciogliere l’enigma della magia di Teferi, ma venivo continuamente distratto da tutte quelle guerre. Decisi quindi di compiere l’azione più ragionevole, cioè negoziare la pace tra le nazioni di Jamuraa.

BTM: Tra tutte le nazioni?

MANGARA: Sì, certo. Kaervek, ovviamente, non la prese bene. Lui aveva intenzione di conquistarle tutte, quel viscido, quindi i miei tentativi di pace erano decisamente sconvenienti. Convinse Jolrael, che non era solita gestire gli inganni dell’uomo, sapete, sempre nella giungla da sola. Convinse Jolrael dell’idea che io fossi un conquistatore, non un custode della pace, e insieme mi rinchiusero in una prigione di ambra.

Kaervek
Kaervek, il Perfido | Illustrazione di: Daarken

BTM: Come?

MANGARA: Rimasi stupito io stesso. Non ero io l’elemento chiave, bensì Teferi. Facciamo un salto in avanti nel tempo. La guerra continuò per un certo tempo e poi puff, Teferi e tutti gli esseri viventi dell’isola riapparvero come se non fossero mai andati da nessuna parte. Ero ancora intrappolato nell’ambra, ma Jolrael, che aveva compreso di essere stata ingannata, andò a chiedere aiuto all'appena ritornato Teferi.

Jolrael
Jolrael, Eremita di Mwonvuli | Illustrazione di: Izzy

MANGARA: Reso più accorto dal suo recente fallimento, Teferi non volle trascurare i suoi esperimenti, per timore di creare ulteriori problemi. Rimase sull’isola e non intervenne in modo diretto. Che cosa fece quindi? Con una mossa che definirei puramente geniale, Teferi decise di inviare visioni ai condottieri di Jamuraa per porre fine alla guerra. Una tattica strabiliante! I condottieri seguirono le sue istruzioni, io venni liberato, intrappolai Kaervek nell’ambra... scelta deliziosamente ironica, a dir la verità... e la guerra giunse al termine.

BTM: Avete trascorso del tempo con Teferi dopo il termine della guerra? Che cosa ci potete dire di Teferi come persona?

MANGARA: Ci incontrammo una volta dopo la guerra e chiacchierammo. Nonostante i tentativi di deviare l’attenzione con le battute, per ciò che ho compreso della sua natura, vidi una persona che si stava lentamente abituando all’idea di magnificenza. Pochi prevedono di diventare dotati di poteri divini e ancor meno risultano in grado di gestirli in modo corretto. Penso che, con il tempo, riuscirà a incrementare le sue abilità e a rendere il mondo migliore.

BTM: Vi ringraziamo per le vostre parole profonde.

MANGARA: Al vostro servizio ogni volta che ne avrete bisogno.

Il tempo ha continuato a scorrere inesorabilmente e la più grande paura di Dominaria stava per diventare realtà: le armate di Phyrexia si stavano preparando per l’invasione. Il Planeswalker Urza aveva lavorato a lungo per questo momento e Teferi aveva un ruolo nel suo piano. Chiediamolo direttamente a lui.

Tutela di Teferi
Tutela di Teferi | Illustrazione di: Ilse Gort

TEFERI: State davvero realizzando tutto . . . tutto questo in mio onore? Insomma, ne sono onorato, ma . . . oh, abbiamo già iniziato?

Teferi si schiarisce la voce.

TEFERI: Mi chiamo Teferi e sono il mago più potente di tutti i tempi. Scherzo. Insomma, io mi chiamo Teferi, ma non sono più quel Teferi, se capite ciò che voglio dire.

BTM: Sei diventato più disinvolto con il passare del tempo.

Teferi si mette a ridere.

TEFERI: Vero. Sono riuscito a mettere insieme un goccetto di umiltà nei miei 1200 anni.

BTM: 1200 anni possono in effetti cambiare una persona.

TEFERI: Hai ragione.

BTM: Vorrei parlare di qualcosa che è capitato molto tempo fa. In un periodo in cui eri un po’ più, diciamo, sicuro di te.

TEFERI: Inizio a immaginare di cosa si tratti. Va bene, di che cosa vuoi che parliamo?

BTM: L’invasione di Phyrexia.

TEFERI: Oh! Quell’invasione. Non posso dire che sia il momento di cui vado più fiero, ma sono contento che tu ne voglia sentir parlare proprio da me.

BTM: Raccontaci ciò che è successo.

TEFERI: Allora, ci aspettavamo tutti l'arrivo di quel giorno. Urza e Barrin si stavano preparando da molto tempo e io ero a conoscenza di parte dei loro piani.

BTM: Siete rimasti in contatto dopo l’Accademia?

TEFERI: Naturalmente. Avevo un ottimo rapporto con loro. Hai parlato con...

BTM: Abbiamo parlato con Barrin.

TEFERI: Quel vecchio brontolone. Non sono ancora arrivato alla sua veneranda età e non si può dire che io sia un bimbetto. Vi avrà raccontato solo storie positive sul mio conto, vero?

BTM: Una cascata inarrestabile di positività.

TEFERI: Mmm. All’inizio dell’invasione, io stavo mettendo su le difese di Zhalfir con la mia ex compagna di classe Jhoira. Poi è arrivato Urza, pretendendo che lo aiutassi nel suo piano per salvare Dominaria . . . a qualsiasi costo. Quel costo aveva già distrutto Benalia e io non avevo alcuna intenzione di permettergli di sacrificare Zhalfir.

BTM: Che cosa è successo?

TEFERI: Le armate di Phyrexia si stavano avvicinando alla mia terra d'origine e Urza voleva distrarre Phyrexia portandola verso altri luoghi . . . e Zhalfir era l’esca che aveva in mente. Ho quindi compiuto quello che era il mio dovere, cioè far scomparire Zhalfir. L’intera nazione. Non potevo permettere che il mio popolo combattesse e morisse per mano di Yawgmoth. In realtà, non penso che Yawgmoth avesse delle mani... forse dei tentacoli neri e fumosi.

Poi sono andato su Shiv e ho fatto lo stesso. Cioè l’ho fatto scomparire. Per proteggerlo.

Protezione di Teferi | Illustrazione di: Chase Stone

BTM: Per proteggere la terra natale di Jhoira?

TEFERI: La terra natale di molte persone.

BTM: E poi che cosa è successo?

TEFERI: Poi... e questo è uno dei più grandi rimorsi della mia vita... me ne sono andato. Ho dovuto utilizzare quasi tutti i miei poteri per far scomparire le due nazioni e non avevo più la forza per combattere le armate di Phyrexia, quindi me ne sono andato. Se fossi stato la persona che sono oggi, sarei rimasto e avrei combattuto con tutto me stesso, ma non lo ero e quindi non l’ho fatto.

BTM: Possiamo dire che questo rimorso è parte di ciò che ti rende la persona che sei oggi.

TEFERI: Se vuoi essere clemente, sì.

Teferi si mette a ridere.

TEFERI: No, hai ragione. In questo periodo mi guida in molte scelte. Credo che tu ti stia chiedendo come ho fatto riapparire Zhalfir e Shiv, vero?

BTM: In effetti . . .

TEFERI: Ecco. Questo è l’altro mio grande rimorso. Ho scoperto che far scomparire nel nulla intere nazioni con la magia temporale non è salutare per la natura della realtà stessa. Mi preoccupavo dell’arroganza di Urza e non ho pensato alla mia. Ironico, vero? Gli squarci temporali hanno iniziato ad aprirsi in tutta Dominaria e io ho dovuto sacrificare la mia scintilla per riportare indietro Shiv e per richiudere questi squarci.

BTM: E Zhalfir?

TEFERI: Zhalfir . . . è ancora là, da qualche parte. Il suo popolo . . . il mio popolo è ancora là, da qualche parte. Un giorno riuscirò a far riapparire Zhalfir.

BTM: Quindi hai perso la tua scintilla e non eri più un Planeswalker. Che cosa hai fatto?

TEFERI: Mi spiace dirlo, ma mi sono nascosto. Ero stato accusato di aver spazzato via un’intera nazione e, qualsiasi potessero essere le mie intenzioni, era la verità. Non avrei potuto presentarmi come personaggio pubblico neanche se avessi voluto. I miei poteri erano un minimo frammento di ciò che erano stati, ma secoli di magia temporale mi avrebbero garantito di invecchiare in modo estremamente lento. Ho vagato in tutta Jamuraa, come un reietto nell'oceano del tempo.

BTM: Come hai ritrovato la via della ragione?

TEFERI: Come molti altri prima di me, ho trovato conforto nell’abbraccio di una persona amata. Nel corso dei miei viaggi, ho incontrato una donna di nome Subira. Era la condottiera di una carovana, la carovana più antica di Jamuraa... esistita in una qualche forma anche prima della mia nascita. L’arguzia di Subira era tagliente come un cristallo di Talruum, pronta a diventarlo molto di più nel caso in cui fossi stato un suo avversario. Il giorno in cui ci siamo incontrati, lei credeva davvero che io fossi un assassino, ma poi sono riuscito a convincerla che non uccidevo le persone a caso e il nostro rapporto è migliorato sempre di più.

Subira, Caravaniera di Tulzidi | Illustrazione di: Leesha Hannigan

TEFERI: Ho deciso quindi di viaggiare insieme alla sua carovana per una settimana, che si è trasformata in un mese, che si è trasformato nel mese più felice della mia vita. Poco dopo ci siamo sposati e abbiamo passato insieme tanti anni di felicità. Abbiamo avuto una splendida bambina, Niambi, che mi ricorda sua madre. Devo dire che . . . mi manca tantissimo. Penso che questo sia il momento giusto per fare una pausa.

BTM: Sono d'accordo. Ti ringrazio per aver condiviso così tanto con noi.

Teferi il Planeswalker dallo smisurato potere. Teferi l’uomo di famiglia. Queste due identità sono così diverse che è difficile immaginare che possano appartenere alla stessa persona. Abbiamo sentito parlare così tanto della prima che abbiamo deciso di contattare la figlia di Teferi, Niambi, per scoprire di più sulla seconda.

Niambi, Esteemed Speaker

NIAMBI: Che tipo di padre era Teferi? Non potrei desiderare un uomo migliore. Una persona gentile, comprensiva e in grado di trovare ciò che c’è di positivo in ogni aspetto del mondo.

BTM: Come è stata la tua infanzia? La vostra famiglia ha dovuto rimanere nascosta?

NIAMBI: No, no. Nulla di simile. A patto che utilizzasse un nome diverso, dato che era passato molto tempo, pochi lo riconoscevano. I miei genitori avevano abbandonato la carovana per un lungo periodo per potermi dare alla luce. Purtroppo il cuore di mia madre apparteneva alla strada, quindi lei è tornata alla carovana quando io ero ancora molto giovane. Ci veniva a trovare ogni volta che poteva, mentre è stato mio padre a occuparsi della mia educazione.

BTM: Come ha reagito Teferi di fronte all’assenza di sua moglie?

NIAMBI: Non sembrava creargli particolari problemi oppure non lo faceva trasparire. Credo che abbia vissuto l'arrivo e la dipartita di tante persone nei suoi anni da aver imparato ad apprezzare il fatto che lei si facesse viva ogni tanto. Si sono amati fino al momento in cui lei è morta, di questo sono sicura.

BTM: Teferi ti ha mai raccontato del suo passato?

NIAMBI: Quando ero una bambina, mi raccontava delle storie fantasiose. Solo quando sono diventata adulta mi ha rivelato che tutte quelle storie erano vere. Lui è un uomo diverso da quello di quelle storie. Il ricordo di Zhalfir lo perseguita e influenza ogni sua azione.

BTM: Tu hai circa 50 anni. Non è strano che tuo padre sembri avere la stessa età?

NIAMBI: L’aspetto più bizzarro è che sono io quella più matura.

Niambi si mette a ridere.

NIAMBI: Vederlo invecchiare a mala pena nei miei primi 40 anni era sufficiente. Avrebbe potuto tornare a casa sotto forma di spirito di Urborg e io non sarei rimasta sorpresa.

Cinquanta anni dopo la nascita della figlia, Teferi ha dovuto affrontare il passato. Jhoira, a bordo della famosa nave Cavalcavento, gli ha portato due sorprese che gli hanno cambiato la vita. La prima era la sua scintilla, recuperata in una pietra del potere e pronta per essere acquisita di nuovo. La seconda erano i suoi futuri compagni, i Planeswalker guardiani Gideon, Liliana e Chandra. Insieme e con l'aiuto di molti altri Planeswalker sono riusciti a sconfiggere il drago antico Nicol Bolas e a salvare il multiverso.

Abbiamo cercato di organizzare una giornata con Chandra per porle un po’ di domande sul suo nuovo collega, ma era piena di impegni. Per fortuna siamo riusciti a parlarle per qualche minuto mentre era al lavoro.

BTM: Chandra, è un buon momento per chiacchierare?

CHANDRA: Certo, sto combattendo contro questo mostro gigante. Non ci può essere un momento più soddisfacente!

Chandra si trova di fronte a un enorme rettile a quattro zampe, alto almeno il triplo di lei. La battaglia si sta svolgendo da un po’. Il mostro è quasi carbonizzato e Chandra inizia a sentire gli effetti della fatica. Sembra che lei sia stanca dell’intervista ancor prima di iniziare.

BTM: Vorrei farti qualche domanda su Teferi.

CHANDRA: Teferi?

Bene, abbiamo attirato la sua attenzione. Sfortunatamente, nello stesso momento, il mostro la colpisce alle costole con la sua gigantesca coda ricoperta di scaglie. Chandra viene scagliata all’indietro. Si volta verso di noi.

CHANDRA: Un momento e arrivo.

Si gira verso il mostro, con gli occhi (e i capelli) ardenti.

CHANDRA: Sono impegnata in un’intervista!

Chandra solleva le mani e scatena un’ondata primitiva di fiamme, che avvolgono il mostro. Uno stridio acuto riempie la scena, simile al rumore di un’aragosta in una pentola. Quando le fiamme si placano, del mostro non rimane che un guscio abbrustolito a terra. Chandra si appoggia ai resti di quel barbecue, con il fiato corto.

CHANDRA: Che cosa . . . volevi sapere . . . su Teferi?

BTM: Teferi è diventato tuo amico recentemente, vero? Che tipo di persona è?

Chandra si prende un istante per recuperare il fiato e poi si lancia a capofitto in una rapida risposta.

CHANDRA: Hai mai incontrato qualcuno e ti sei reso conto che sareste andati immediatamente d’accordo? Con Teferi è andata così. Parlare con lui è piacevole; poi, è molto più facile incenerire qualcosa se c’è lui a tenerla ferma. È una specie di papà della magia temporale. Avete un po’ d’acqua? Mi è venuta sete.

Chandra rifiuta dell'acqua frizzante e poi si scola rapidamente una borraccia.

CHANDRA: Proprio l'altro giorno mi ha detto che gli facevo venire in mente lui quando era giovane. Ha emesso un profondo sospiro, che mi ha fatto preoccupare un po’, ma nel complesso mi sembrava felice. Se vivrò 1200 anni, voglio diventare così.

BTM: Ne ha passate tante.

CHANDRA: Hai ragione, ma lui . . . è un eroe, davvero. Lui non si definirebbe così, ma io ho visto ciò che ha fatto su Dominaria e anche su Ravnica. Avrà fatto un casino in passato ed è meglio che ve ne parli lui quando se la sente, ma se mi chiedi dell’uomo che è oggi... ... quell’uomo è un eroe.

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